In passato c’erano uomini che credevano in noi giovani, nelle nostre capacità, nei nostri desideri, nelle nostre lotte. Padri e madri che si sarebbero sacrificati pur di lasciare un futuro meno cupo ai loro figli. Genitori che credevano nella loro Patria e in particolare nella Costituzione italiana che nel suo primo articolo recita: “L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro”. Questa frase è diventata oggi un vero e proprio paradosso, sembra di vivere in un mondo alla rovescia, un mondo nel quale i ricchi diventano sempre più ricchi mentre i cittadini che magari qualche anno fa conducevano una vita dignitosa diventano sempre più poveri. Un’ Italia nella quale colui che è “capace e meritevole ma privo di mezzi “ avrà se tutto gli andrà bene un futuro da precario. Un’ Italia che se potesse essere vista da quei padri e da quelle madri sicuramente non li provocherebbe una reazione gradevole. E hanno ragione anche gli adulti quando ci dicono “Gioventù sprecata”; molti dei nostri coetanei sono assuefatti dalla droga o dai “modelli” che ci propongono i media, purtroppo loro sono caduti nella trappola che ci tiene la nostra società che vuole persone che non sanno dire “No” , persone che non vedono e non sentono. Ma ci esistono anche ragazzi che hanno spirito critico e che non riescono a digerire proprio questo sistema, ragazzi che si sentono in gabbia e che non riescono a esprimere la loro rabbia perché non c’è nessuno che li ascolta. Sono ragazzi che vogliono studiare e che credono che soltanto con l’istruzione si possa migliorare qualcosa. Ragazzi che di fronte l’attuale riforma della scuola pensano che anche il sapere rischia di diventare un miraggio. Una riforma che si basa sul liberismo, che finanzia le scuole private e demolisce quelle pubbliche; anche per l’alunno appartenete allo status medio il riscatto sociale attraverso l’istruzione sembra essere diventato un sogno irraggiungibile. La riforma prevede 36.218 docenti e 4.945 classi in meno, a fronte di un aumento di 37.876 alunni; 322 istituzioni scolastiche aggregate, 68 piccoli plessi chiusi e 36.218 cattedre tagliate. Indicatore più significativo della china in discesa della scuola italiana è, a tutti gli effetti, il precariato. Secondo il dossier di Legambiente, infatti, dal 2002 al 2010 si sono persi 29.302 docenti di ruolo, per arrivare nell’anno scolastico 2008/09 a un 15,66% di precari (130.835) nel corpo docente, di cui ben 110.533 è stato licenziato al termine delle attività didattiche. Non va meglio neanche per i 90.026 docenti di sostegno, di cui oggi il 43,80% (39.428) è precario, spesso senza specializzazione e comunque impossibilitato a garantire quella continuità necessaria nei processi educativi di questi alunni. E anche il personale ATA è sempre più precario. Dal 72,52% di collaboratori scolastici assunti a tempo indeterminato nell’anno scolastico 2001/02 nel corrente anno siamo scesi a 60,37%.Il precariato rappresenta uno svilimento della figura professionale dell’insegnante, sulla quale evidentemente si vuole investire sempre di meno, se si considerano i dati sulla formazione per il corpo docente che lascia sul campo il 27,64% delle risorse rispetto allo scorso anno, l’87,07% in meno rispetto al 2001. Non va meglio per la formazione dei docenti di sostegno: la cifra dei fondi a loro destinati, già bassa in partenza, subisce un taglio del 25,14% rispetto all’a.s. 2008/, mentre aumentano nel contempo i bisogni formativi, dal momento che quasi il 50% di questo personale è precario e senza alcuna specializzazione. Rimane aperto, inoltre, il problema dello stato di salute degli edifici scolastici. La scadenza imposta agli Enti Locali dalla L. 265/99 sulla messa a norma di tutti gli edifici è difficile da rispettare, in mancanza di significative risorse aggiuntive. Tra i quarantaduemila edifici scolastici presenti in Italia, infatti, la maggior parte risale a prima del 1974, anno in cui è entrata in vigore la normativa antisismica, mentre già sappiamo, grazie al Rapporto di Legambiente “Ecosistema Scuola”, che più del 38% di questi necessita di interventi di manutenzione urgente. Ma la Finanziaria 2009 ha ridotto di ulteriori 22,8 milioni di euro i 100 milioni previsti per quest’anno dalla Finanziaria 2007 (piano triennale del governo Prodi). Unica nota positiva il via libera del CIPE del 6 marzo 2009 a 1 miliardo di euro da investire per il prossimo triennio per l’edilizia scolastica antisismica, anche se non è avvenuta ancora né una pianificazione degli interventi, né tanto meno un trasferimento di finanziamenti alle amministrazioni locali, così come è stata nuovamente rinviata la conclusione dell’Anagrafe scolastica.. Di fronte a certi dati e a questa realtà noi ragazzi di STEP “Studenti è partecipazione” invitiamo adulti e nostri coetanei a organizzarci in maniera costruttiva per cercare di far capire a tutti coloro che vogliono distruggere la scuola pubblica e quindi distruggere ogni possibilità di riscattarci in futuro che noi non vogliamo essere colpevoli come loro di un sistema che non considera il cittadino italiano innanzitutto una persona ma semplicemente una pedina da muovere nel loro scacchiere a loro piacimento. GIADA:3343025083 VALENTINA: 3288163470
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Su di un fiume scorrono quei giorni sono ancora vive le paure , tramortiti i sensi , offuscati i tempi nel fumo di quel fungo malefico che cambiò la storia… ma sono ancora vive le speranze ,ancora vivi i sogni ancor vive ed audaci le volontà di rinascere,di lottare e di cambiare… e galleggianti sulle acque che or tranquille nel silente corso son condotte dalla corrente del sud diretta verso il nord… nel solenne e profondo gesto di abbracciare il mondo or i pensieri volano di coloro- i cui sguardi assenti dalla morsa del tempo ancor aspettano e fissi mirano intravedendo tra le acque tacite e tranquille, il corso della loro vita che ancora scorre come per miracolo salvati dall’ immane destino che non risparmiò i loro simili… e le speranze di rinascita che aspettano di realizzare ancora scorron su quelle acque , dopo la lunga notte del fungo malefico che oscurò il mondo e or galleggian sulle onde danzanti e anelanti per il futuro dell’umanità…